Quando gli obiettivi sono tutti uguali (e quindi poco credibili)

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Un altro anno è passato, l’inverno agonistico sta per finire, le stagioni stanno per iniziare in ogni campionato, dalle derivate di serie ai prototipi. E’ arrivato dunque il momento della presentazione delle squadre e dei piloti che andranno ad affrontarsi  nei rispettivi campionati . Si tratta di un momento favoloso.

Carene tirate a lucido, budget ancora non intaccati, tutti motivati a fare bella figura , pure troppo però. In questi giorni vi potrà capitare di leggere centinaia di articoli e di comunicati stampa delle squadre sui rispettivi social media, inneggianti a obiettivi, a volte irraggiungibili.

Faccio un esempio: “Il Team Soppressata punta al titolo Moto3 con Gastone Paperone”, oppure “Il pilota Renzo Marchesini è sicuro: il mondiale sarà mio”, o anche “Non ci sono scuse, con il Team Mortadella posso solo vincere il mondiale” e via così.

Vi do un consiglio gratis. Evitate di leggere questi pezzi e riaprite le varie pagine di social, siti e giornali  dopo il primo giorno di test. Avrete qualcosa di più reale ( e non vero) da leggere: i tempi fatti in pista in un evento ufficiale. Fateci caso a quante storie avete letto di fantomatici tempi sul giro in test privati o rilevati “a mano” da qualche tecnico che poi ha fatto trapelare un record ufficioso sul giro mai avvenuto. O anche, andate a cercare nella vostra esperienza di appassionati, di quanti piloti avete letto esser certi di vincere il mondiale a gennaio per poi trovarli sul fondo della classifica a fine stagione a leccarsi le ferite  in ricerca disperata di un ingaggio  per la stagione successiva.

Perché a gennaio sono tutti convinti di vincere, dunque?  Il motivo è presto spiegato. Le squadre fanno gli eventi di presentazione per compiacere gli sponsor che hanno deciso di appoggiarli o per caricare quelli che salgono a bordo delle carene della squadra la prima volta, mostrando muscoli, buone intenzioni  e , a volte, speranze. In certe occasioni – e a dire la verità accade assai di rado – sarebbe meglio affermare di puntare a una posizione migliore rispetto a quella ottenuta nella stagione precedente, o di voler puntare a stare genericamente nei primi 15, per non essere poi smentiti più avanti.

Il motorsport è spietato, uno dei suoi protagonisti assoluti, Enzo Ferrari, era  solito dire che il secondo classificato è il primo dei perdenti. Non potrebbe essere  altrimenti visto che alla fine i mondiali non si assegnano con i ma o con i se, ma c’è sempre un documento che attesta la vittoria ed è la classifica. Dunque benvenuti alla fiera dei mondiali potenziali, dei piloti motivati, delle carene lucidate.

Alla fine a vincere sarà uno e gli altri spiegheranno come mai non ci sono riusciti. 

(N.B. La foto è puramente indicativa, si tratta della presentazione del Team Monster Yamaha 2019, tante uguali a queste ne inizieranno a girare da qui ai test provenienti dai diversi team impegnati nei campionati che stanno per iniziare) 

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